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IDROKINESITERAPIA E RIABILITAZIONE

Una riabilitazione unica a Varese

Il Centro Olos nasce nel 2009 con una visione chiara: prendersi cura della persona nella sua totalità. Nel 2013 l’apertura della piscina riabilitativa ha permesso di integrare nei percorsi terapeutici anche l’idrokinesiterapia, una metodologia che oggi rappresenta una delle principali peculiarità del centro. Come spiega la fisioterapista Eleonora Giudici, «il nostro focus è considerare la persona nel suo insieme, ascoltandola e valutandola sotto ogni aspetto, clinico e umano».
L’équipe del centro lavora in costante aggiornamento, basandosi su trattamenti validati da evidenze scientifiche e su una collaborazione continua tra professionisti.

 

La forza di lavorare insieme

All’interno del Centro Olos operano diverse figure sanitarie: medici ortopedici, fisiatri, nutrizionisti, fisioterapisti, osteopati e anche personal trainer. Questa multidisciplinarità è un grande vantaggio per il paziente, che viene valutato da prospettive differenti e seguito in tutte le fasi del percorso riabilitativo. La comunicazione diretta e costante tra i professionisti consente di adattare la terapia in tempo reale e di perseguire un obiettivo comune: il benessere globale del paziente.

 

Il ruolo dell’idrokinesiterapia nel percorso riabilitativo

L’idrokinesiterapia rappresenta una forma di riabilitazione dal valore clinico elevato. «A Varese – spiega Eleonora – siamo l’unico centro a proporla. È una terapia accessibile a quasi tutti i pazienti, salvo alcune controindicazioni, e può essere inserita in un programma riabilitativo completo che comprenda fisioterapia tradizionale, terapie manuali o allenamento funzionale in palestra». Questa versatilità rende l’idrokinesi una risorsa preziosa soprattutto nelle fasi in cui la riabilitazione classica risulta difficoltosa o dolorosa.

 

Una piscina progettata per la riabilitazione

La piscina del nostro Centro Olos è stata realizzata con caratteristiche specifiche per garantire sicurezza e comfort. Dispone di gradini con corrimano per l’accesso e di un sollevatore per i pazienti con disabilità motorie; ha due profondità, una di 1,30 metri e una di 1,90, che permettono di modulare il carico sugli arti. L’acqua, mantenuta a una temperatura costante di 32–33 °C, favorisce il rilassamento muscolare e la circolazione. Inoltre, un corrimano corre lungo tutto il perimetro, utile sia per esercizi specifici sia per chi ha timore dell’acqua. Gli spogliatoi, ampi e accessibili, completano l’ambiente terapeutico.

 

Cos’è l’idrokinesiterapia e perché è efficace

L’idrokinesiterapia sfrutta le proprietà fisiche dell’acqua – in particolare la spinta idrostatica – per ridurre il peso corporeo percepito e facilitare il movimento. «Nell’acqua si lavora in scarico, con una riduzione della forza di gravità che permette di eseguire movimenti più ampi e meno dolorosi rispetto al lavoro a terra», chiarisce la fisioterapista.
L’acqua calda contribuisce a migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, favorendo la vasodilatazione e il rilassamento muscolare. «È fondamentale che la temperatura sia controllata: sotto i 32 °C i muscoli tendono a irrigidirsi, mentre temperature troppo elevate possono causare ipotensione o affaticamento cardiovascolare».

 

Quando è indicata e a chi può essere utile

L’idrokinesiterapia trova applicazione in molteplici ambiti: «È particolarmente indicata nelle fasi post-chirurgiche, soprattutto dopo interventi ortopedici in cui il carico sull’arto deve essere ridotto», spiega la fisioterapista Eleonora. «È utile anche nei pazienti con dolori cronici, come le lombalgie, o nelle patologie neurologiche con spasticità muscolare. In acqua è possibile iniziare a muoversi con minore dolore e maggior controllo, favorendo un recupero funzionale più rapido».

 

Quando non è indicata

Esistono però alcune controindicazioni che richiedono un’attenta valutazione preliminare. «Non tutti i pazienti possono entrare in piscina», precisa Eleonora. «Sono esclusi coloro che presentano gravi patologie cardio-respiratorie, cardiache, cutanee, ferite chirurgiche non rimarginate o incontinenze importanti. Per questo motivo effettuiamo sempre una prima valutazione approfondita».

 

La valutazione iniziale e la progettazione del percorso

Il primo incontro avviene in studio. Durante la valutazione, il fisioterapista analizza la documentazione clinica, esegue test articolari e muscolari e definisce un piano riabilitativo personalizzato. Solo dopo aver compreso la situazione generale del paziente decidiamo se l’idrokinesiterapia è indicata. È un percorso cucito su misura, che evolve insieme al paziente.

 

La seduta tipo: 45 minuti di lavoro mirato

Ogni seduta dura circa 45 minuti. «In base al caso, il fisioterapista può restare a bordo vasca o entrare in acqua insieme al paziente», spiega Eleonora. «Si inizia nella parte più profonda, dove il carico corporeo è quasi nullo, e si procede gradualmente verso zone più basse, aumentando il carico e la difficoltà degli esercizi. È un percorso progressivo e sempre supervisionato».

 

Gli esercizi e la loro evoluzione

In acqua si eseguono esercizi di mobilità, rinforzo muscolare, coordinazione ed equilibrio. «Il bello dell’acqua è che ogni movimento è più controllato ma allo stesso tempo più impegnativo, perché il corpo lavora contro la resistenza del fluido», spiega la fisioterapista. «Man mano che il paziente migliora, gli esercizi vengono modificati per aumentare la difficoltà o simulare attività funzionali come salire le scale o camminare».

 

Strumenti e ausili per una riabilitazione personalizzata

Il centro è dotato di numerosi strumenti per adattare la terapia alle esigenze del paziente. Utilizziamo tubi galleggianti, tavolette, palette per mani e piedi, ma anche un sistema di nuoto controcorrente che crea una resistenza continua. Tutti questi strumenti rendono gli esercizi più efficaci, aumentando gradualmente l’impegno muscolare e cardiocircolatorio. Per i pazienti con ridotta autonomia motoria è disponibile un sollevatore che garantisce un accesso sicuro alla vasca.

 

Esempio di un percorso riabilitativo post-operatorio

Un caso tipico è quello di un paziente sottoposto a protesi di ginocchio. «Nelle prime fasi post-operatorie – racconta Eleonora – l’acqua consente di iniziare subito il movimento senza caricare sull’articolazione. Inizialmente si lavora sulla mobilità e sulla riduzione del dolore, per poi inserire progressivamente esercizi di rinforzo. Il recupero è più rapido e il paziente vive un’esperienza positiva, senza dolore e con maggiore motivazione».

 

L’idrokinesi come parte di un percorso integrato

Raramente l’idrokinesiterapia è un trattamento isolato. «Di solito – spiega – viene associata alla fisioterapia manuale o al rinforzo in palestra. In acqua si lavora soprattutto nelle prime fasi, quando il dolore è elevato o il carico deve essere ridotto. Successivamente si passa al lavoro a terra per riabituare il corpo alla gravità e, infine, a esercizi di rinforzo progressivo. È un continuum terapeutico, che accompagna il paziente dal dolore alla piena autonomia».

 

Il consiglio dell’esperta

L’esperienza del Centro Olos evidenzia come l’idrokinesiterapia, se inserita in un percorso personalizzato e supervisionato da professionisti esperti, possa offrire risultati eccellenti in termini di recupero funzionale e benessere generale. È sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista per valutare la propria idoneità a questo tipo di trattamento e definire un programma su misura. L’acqua, con le sue proprietà terapeutiche, può diventare un alleato prezioso per ritrovare movimento, equilibrio e qualità della vita.

 

Conclusione

L’idrokinesiterapia è una disciplina che unisce scienza, movimento e ascolto del paziente. Al nostro Centro Olos rappresenta una sinergia perfetta tra competenza clinica e approccio umano, offrendo una riabilitazione efficace, sicura e personalizzata per ogni esigenza.

 

 

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