FOCUS SULLA CORSA
Infortuni, tecnica, rinforzo muscolare e consigliLa corsa è uno degli sport più accessibili e praticati al mondo, ma proprio per la sua apparente semplicità viene spesso affrontata senza un’adeguata preparazione, esponendo il corpo a stress, infortuni e delusioni. Ne parliamo con Giacomo Dascanio, chinesiologo del nostro centro, esperto nell’accompagnare corridori di ogni livello – dai neofiti fino agli atleti impegnati in trail ad alta quota – attraverso programmi personalizzati di prevenzione, allenamento e riabilitazione.
Dalla passione personale alla professione: un percorso nella corsa
La passione di Giacomo per la corsa nasce in famiglia. “Mio padre correva da anni”, racconta, “e io ho iniziato più per benessere personale che per ambizione sportiva.” La sua formazione in Scienze Motorie, unita all’esperienza sul campo, ha trasformato questo interesse in una professione, arricchita da una visione scientifica del movimento. Lavorare con corridori di ogni livello gli ha permesso di esplorare la biomeccanica della corsa sotto ogni aspetto, individuando strategie di allenamento e prevenzione sempre più efficaci.
Gli infortuni più comuni tra i corridori autodidatti
Molti iniziano a correre senza un piano e senza una preparazione adeguata. Il risultato? Infortuni evitabili, spesso causati da sovraccarico e carichi mal distribuiti. Le problematiche più frequenti includono:
- Tendiniti (soprattutto al ginocchio o tendine d’Achille)
- Fasciti plantari
- Dolori lombari
Queste patologie hanno spesso una causa comune: la mancanza di progressività nei carichi di lavoro. “Il corpo umano è progettato per correre”, sottolinea Giacomo, “ma non è più abituato a farlo senza adattamenti graduali.”
La valutazione prima di iniziare a correre: un passo cruciale
Una valutazione iniziale è spesso essenziale, anche per chi corre solo per restare in forma. Non è necessario un laboratorio biomeccanico: bastano dei test e una piccola corsa assieme, unite all’esperienza e l’occhio clinico di un professionista per:
- Valutare postura e rigidità muscolare
- Analizzare la tecnica base di corsa
- Individuare compensi muscolari o articolari
- Problemi articolari o ai tessuti molli
Un check-up funzionale con un chinesiologo o un fisioterapista consente di impostare un programma su misura, prevenendo infortuni e ottimizzando la performance.
Rinforzo muscolare: il motore della performance
“Il muscolo è il motore del movimento”, afferma Giacomo. Una corsa efficace e sicura passa attraverso il potenziamento muscolare, in particolare di:
- Glutei
- Quadricipiti
- Polpacci
- Muscoli stabilizzatori di ginocchio, anca e caviglia
- Core (muscolatura addominale e lombare)
Dunque gli esercizi consigliati per il rinforzo sono:
- Squat, stacchi, affondi per stimolare i grandi gruppi muscolari
- Esercizi monopodalici per simulare la fase d’appoggio durante la corsa
- Plank e varianti per il rinforzo del core
Il focus deve essere sulla qualità del movimento, con progressioni controllate e attenzione alla tecnica esecutiva.
Stretching e mobilità: quando e come farli
Lo stretching ha un ruolo importante, perché curare la mobilità muscolare e articolare serve a prevenire tensioni, dolori e problematiche meccaniche, ma va contestualizzato:
- Stretching dinamico (o balistico) prima della corsa, come parte del riscaldamento;
- Stretching statico post-corsa, da eseguire a 24–48 ore di distanza;
- Myofascial release (SMFR o rilascio miofasciale) con l’utilizzo, ad esempio, di un foam roller di facile reperibilità da utilizzare prima o dopo la corsa.
L’obiettivo è mantenere l’elasticità dei tessuti, prevenire rigidità e facilitare il recupero. Le zone chiave includono:
- Fascia lata e piriforme
- Quadricipite e bicipite femorale
- Glutei e polpacci
La tecnica di corsa: un prerequisito per la salute e la performance
La tecnica non è solo per gli atleti d’élite. “Correre bene vuol dire fare meno fatica e prevenire infortuni”, spiega Giacomo. Gli errori tecnici più comuni includono:
- Appoggio pesante di tallone
- Passo eccessivamente lungo o corto
- Caduta in avanti del busto
- Scarsa attivazione del core
Una buona tecnica consente di distribuire il carico su tutta la catena muscolare della gamba, migliorando l’efficienza biomeccanica e la resistenza.
Correre dopo i 50 anni? Assolutamente sì, con le giuste accortezze
“Sì, si può iniziare a correre anche dopo i 50 anni”, conferma Giacomo, “ma con gradualità e consapevolezza.” Il percorso ideale attraversa i seguenti step:
- Camminata
- Camminata veloce
- Alternanza camminata-corsa
- Corsa continua
In età matura, la forza muscolare, la mobilità e l’equilibrio diventano ancora più cruciali per prevenire sovraccarichi e traumi. “Il mio consiglio è: non paragonarsi agli altri, ma rispettare il proprio ritmo.”
Trail running e corsa in montagna: cosa cambia rispetto alla corsa su strada
Preparare un trail richiede un piano specifico. “Il dislivello, il terreno instabile, le discese tecniche richiedono più forza e una grande capacità propriocettiva,” spiega il chinesiologo. Gli elementi chiave dell’allenamento per il trail:
- Ripetute in salita per aumentare forza e potenza;
- Propriocettiva per migliorare l’equilibrio e la stabilità articolare;
- Resistenza muscolare per affrontare terreni accidentati e lunghi tempi di corsa.
“Nel trail, i microtraumi sono molti di più rispetto alla corsa su strada”, sottolinea il kinesiologo. La programmazione dell’allenamento è la chiave per adattare il corpo a queste sollecitazioni.
Correre per dimagrire? Sì, ma non basta
Correre può favorire il dimagrimento, ma solo se abbinato a una corretta alimentazione. Giacomo lo spiega con una metafora efficace:
“Se aumentiamo il tono muscolare, aumentiamo la nostra ‘cilindrata’ e consumiamo di più. Ma senza il giusto carburante, cioè un’alimentazione equilibrata, non sfruttiamo a pieno il potenziale.”
Nel nostro centro, sottolinea Giacomo, i runner possono contare sulla collaborazione con la Dott.ssa Serena Martegani, nutrizionista e runner esperta, che elabora piani alimentari personalizzati per sportivi di ogni livello, da chi inizia anche solo per dimagrire agli atleti che vogliono massimizzare i loro risultati.
Recupero: parte integrante della prestazione
“Il riposo fa parte dell’allenamento.”
Così Giacomo Dascanio sintetizza uno dei concetti più trascurati tra i runner, specialmente tra chi inizia a correre con entusiasmo ma senza una pianificazione adeguata. Il recupero non va inteso come inattività assoluta, ma come tempo fisiologico di adattamento: muscoli, tendini e articolazioni necessitano di rigenerarsi per sostenere la progressione dei carichi.
Quali attività nei giorni di recupero?
- Stretching muscolare profondo (30-40 minuti), anche tramite tecniche miofasciali;
- Attività cardio a basso impatto, come nuoto, bicicletta o camminate veloci;
- Esercizi per la stabilità del core, fondamentali per la postura durante la corsa;
- Attività corpo-mente come yoga o pilates, che integrano mobilità, respirazione e consapevolezza corporea.
Il principio guida? Movimento intelligente, non riposo assoluto: evitare il divano e favorire la circolazione aiuta ad abbattere i tempi di recupero e a prevenire indolenzimenti e rigidità (DOMS).
Il movimento che farò oggi, mi aiuterà a stare meglio domani.
Infortuni: come affrontarli con metodo
“Ogni infortunio ha una causa. Scoprirla è il primo passo per guarire bene.”
Quando un runner si infortuna, la reazione più comune è il timore di dover interrompere l’attività. Tuttavia, l’infortunio può essere anche un’opportunità diagnostica, un’occasione per conoscersi meglio e correggere errori biomeccanici o di carico.
Il percorso riabilitativo nel nostro centro:
- Valutazione clinica funzionale da parte del fisioterapista o del chinesiologo;
- Analisi delle cause: sovraccarico, squilibri muscolari, postura scorretta, tecnica inefficiente;
- Terapie mirate, tra cui:
- Terapie strumentali come tecarterapia o elettrostimolazione;
- Idrokinesiterapia per la mobilità articolare senza carico;
- Riprogrammazione posturale e rinforzo muscolare specifico.
L’obiettivo non è solo “togliere il dolore”, ma ripristinare l’equilibrio biomeccanico prima del ritorno alla corsa. Il rischio di recidiva, infatti, è elevato se si salta la fase di riequilibrio muscolare.
Scarpe da corsa: una scelta tecnica
La calzatura è il primo strumento tecnico di ogni runner, eppure viene spesso scelta per estetica o marketing. Giacomo ci spiega che: “La scarpa corretta è quella che si adatta alla tua biomeccanica, non quella usata dal campione professionista.”
Cosa valutare nella scelta:
- Tipo di appoggio: supinazione, pronazione, piede piatto;
- Presenza di plantari personalizzati;
- Tipologia di terreno in cui verranno utilizzate: trail, asfalto, pista;
- Livello di esperienza e stile di corsa.
Un’errata scelta può accentuare difetti tecnici e addirittura favorire infortuni, mentre una scarpa ben calibrata corregge microtraumi, ottimizza l’ammortizzazione e favorisce il gesto tecnico corretto.
Mente e motivazione: l’allenamento invisibile
Correre è un gesto fisico, ma mantenere la costanza è una sfida psicologica. Molti abbandonano l’attività dopo poche settimane per mancanza di risultati evidenti o per confronti scoraggianti con altri runner.
Strategie per restare motivati:
- Fissare micro-obiettivi raggiungibili: migliorare la durata o la frequenza, non solo la velocità;
- Monitorare i progressi personali, evitando paragoni con altri;
- Correre in compagnia spesso rappresenta uno stimolo in più;
- Imparare ad accettare i momenti di stallo, perché la crescita non è mai lineare;
- Ricordarsi perché si corre: “Mi muovo perché mi fa bene”, non per accontentare gli altri.
Lo sport deve essere sostenibile nel tempo: anche una corsa di pochi minuti è un passo verso il benessere.
Il consiglio d’oro: ascolta il tuo corpo
Chiudiamo questa intervista con una riflessione che racchiude la filosofia di Giacomo:
“Mai imitare gli altri. Ascolta il tuo corpo: lui ti dice quando fermarti, quando spingere, quando hai bisogno di rinforzarti.”
Ogni corpo ha una storia: non esistono piani standard perfetti per tutti. È necessario avere un approccio scientifico e progressivo, supportato da professionisti che conoscono la biomeccanica, la fisiologia e le tue esigenze individuali.
Conclusioni e approccio Olos
La corsa non è solo una disciplina, è un sistema complesso che coinvolge il corpo, la mente e lo stile di vita. Nel nostro centro Olos, grazie alla sinergia tra chinesiologi, fisioterapisti, osteopati e medici (nutrizionisti, fisiatrici o ortopedici), offriamo:
- Valutazioni biomeccaniche personalizzate;
- Programmi di corsa progressivi;
- Prevenzione e gestione degli infortuni;
- Supporto nutrizionale;
- Recupero post-infortunio e ritorno alla performance.
? Contattaci per una consulenza: scopri come possiamo aiutarti a rendere la corsa uno strumento di salute, miglioramento e soddisfazione personale.
Correre bene è un’arte. Farlo con consapevolezza è una scienza.
Buona corsa, dal team Olos!


