Osteoporosi e osteopenia: il ruolo della fisioterapia nella prevenzione e nella gestione della salute ossea
L’osteoporosi è una delle patologie più diffuse nell’età adulta e avanzata, ma spesso rimane sottovalutata fino alla comparsa delle sue conseguenze più gravi: le fratture. Per approfondire questo tema abbiamo intervistato la fisioterapista Chiara Pedroli, che ci ha spiegato cos’è realmente l’osteoporosi, quali sono i principali fattori di rischio e come la fisioterapia possa svolgere oggi un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento di questa condizione.
Osteoporosi e osteopenia: quali sono le differenze?
I termini osteoporosi e osteopenia sono ormai entrati nel linguaggio comune, ma non indicano la stessa condizione.
L’osteoporosi rappresenta la patologia conclamata ed è caratterizzata da una progressiva alterazione della struttura ossea. Il termine stesso descrive ciò che accade all’interno dell’osso: una maggiore porosità dovuta alla rarefazione delle trabecole ossee, che rende il tessuto più fragile e vulnerabile alle fratture.
L’osteopenia, invece, è una condizione precedente all’osteoporosi. Si tratta di una riduzione della densità minerale ossea che viene spesso rilevata attraverso la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), considerata il gold standard per la diagnosi dell’osteoporosi. Pur non essendo ancora una malattia vera e propria, rappresenta un importante campanello d’allarme e un fattore predisponente allo sviluppo della patologia.
Quanto è importante la fisioterapia nella gestione dell’osteoporosi?
Per molti anni l’osteoporosi è stata considerata quasi esclusivamente una problematica di competenza medica. Oggi, grazie all’evoluzione delle conoscenze scientifiche, sappiamo che il ruolo della fisioterapia è fondamentale sia nella prevenzione sia nella gestione della malattia.
In passato il paziente osteoporotico veniva spesso trattato con un approccio estremamente prudente, limitando l’attività fisica per paura di provocare fratture. Le evidenze più recenti hanno invece dimostrato che il movimento e l’esercizio terapeutico rappresentano strumenti essenziali per mantenere la salute ossea, migliorare la funzionalità fisica e ridurre il rischio di complicanze.
La fisioterapia interviene soprattutto sui fattori modificabili legati allo stile di vita, contribuendo a preservare l’autonomia e la qualità della vita del paziente.
Le cause dell’osteoporosi: perché l’osso si indebolisce?
L’osteoporosi si sviluppa quando i processi di riassorbimento osseo superano quelli di ricostruzione.
L’osso è infatti un tessuto vivo che durante tutta la vita è soggetto a un continuo processo di rinnovamento, definito turnover osseo. In condizioni normali esiste un equilibrio tra distruzione e formazione di nuovo tessuto osseo. Nell’osteoporosi questo equilibrio si altera: il riassorbimento prevale sulla formazione e la struttura dell’osso diventa progressivamente più fragile.
Un altro elemento determinante è la perdita di calcio, uno dei principali componenti del tessuto osseo, che contribuisce alla riduzione della densità e della resistenza dell’osso stesso.
Fattori di rischio: quali sono quelli più importanti?
I fattori di rischio per l’osteoporosi possono essere distinti in modificabili e non modificabili.
Tra quelli non modificabili rientrano:
- il sesso femminile;
- l’età avanzata;
- la predisposizione genetica;
- alcune patologie concomitanti che possono favorire forme di osteoporosi secondaria.
Esistono però numerosi fattori su cui è possibile intervenire:
Alimentazione
Una corretta assunzione di calcio e nutrienti essenziali è fondamentale per mantenere la salute dello scheletro. Eventuali carenze nutrizionali devono essere corrette attraverso l’alimentazione o, quando necessario, mediante integrazione e terapia farmacologica.
Attività fisica
La sedentarietà rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabili. Mantenere uno stile di vita attivo contribuisce a preservare sia la massa ossea sia la forza muscolare.
Peso corporeo
Un indice di massa corporea (BMI) inferiore a 19 è associato a un rischio più elevato di sviluppare osteoporosi.
Fumo e alcol
Il consumo di oltre 20 sigarette al giorno e l’abuso di alcol rappresentano fattori di rischio significativi per la salute dell’osso.
Una malattia “silenziosa”: quali segnali non devono essere ignorati?
L’osteoporosi viene spesso definita una patologia silenziosa perché non provoca sintomi evidenti durante il suo sviluppo.
A differenza di molte altre malattie, infatti, la progressiva perdita di densità ossea non genera dolore né segnali facilmente riconoscibili. Il paziente può convivere per anni con l’osteoporosi senza esserne consapevole.
Spesso la diagnosi arriva solo quando si verifica la complicanza più grave: la frattura. In alcuni casi basta un trauma minimo, mentre in altri il cedimento osseo può avvenire spontaneamente.
Le vertebre rappresentano una delle sedi più frequentemente colpite. Il collasso vertebrale provoca dolore, deformazioni della colonna e una significativa riduzione della qualità di vita.
Come si svolge la valutazione fisioterapica?
La valutazione fisioterapica di un paziente con osteoporosi si concentra principalmente sui fattori di rischio modificabili e sulla funzionalità generale della persona.
Tra gli aspetti maggiormente analizzati vi sono:
- il livello di attività fisica;
- la forza e il trofismo muscolare;
- la capacità di equilibrio;
- la coordinazione motoria;
- il rischio di caduta.
L’equilibrio rappresenta un elemento particolarmente importante, poiché prevenire le cadute significa ridurre significativamente il rischio di fratture.
La presa in carico del paziente osteoporotico è necessariamente multidisciplinare e coinvolge anche il medico e, quando necessario, il nutrizionista, con l’obiettivo di intervenire su tutti gli aspetti che possono influenzare la progressione della malattia.
Quali esercizi sono più efficaci?
Uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni riguarda proprio l’approccio all’esercizio fisico.
La ricerca scientifica ha dimostrato che il paziente con osteoporosi trae beneficio da un allenamento che preveda l’utilizzo di carichi progressivi e controllati. Contrariamente a quanto si pensava in passato, il carico non rappresenta un pericolo, ma uno stimolo fondamentale per il mantenimento della salute ossea.
L’osso, infatti, necessita di essere sollecitato per mantenere la propria struttura e capacità di adattamento.
L’intervento fisioterapico comprende:
- esercizi di rinforzo muscolare progressivo;
- allenamento con carichi adeguati alle capacità del paziente;
- esercizi per l’equilibrio e la coordinazione;
- rieducazione del cammino;
- attività finalizzate al miglioramento dell’autonomia funzionale.
Tra le attività più semplici ed efficaci emerge il cammino quotidiano. Raggiungere circa un’ora di cammino al giorno rappresenta un obiettivo concreto e altamente raccomandato per contrastare la progressione della perdita ossea.
Come ridurre il rischio di cadute e fratture nella vita quotidiana?
La prevenzione delle cadute costituisce uno degli aspetti più importanti nella gestione dell’osteoporosi.
Tra le principali raccomandazioni pratiche figurano:
- mantenere uno stile di vita attivo;
- camminare regolarmente;
- svolgere attività fisica all’aria aperta;
- esporsi alla luce solare per favorire la sintesi della vitamina D;
- eliminare ostacoli domestici come tappeti e oggetti che possono favorire inciampi;
- utilizzare appoggi sicuri durante la salita e la discesa delle scale;
- evitare attività domestiche potenzialmente rischiose, come salire su scale o sgabelli per svolgere lavori in altezza.
Poiché una volta instaurata l’osteoporosi è difficile ottenere una regressione significativa della malattia, la prevenzione delle cadute assume un valore determinante per preservare l’autonomia del paziente.
Il messaggio della fisioterapista: prevenire è fondamentale
Secondo l’esperienza clinica di Chiara Pedroli, il messaggio più importante è che la prevenzione deve iniziare molto prima della comparsa delle fratture.
Adottare uno stile di vita sano, mantenersi fisicamente attivi e monitorare i fattori di rischio rappresenta la strategia più efficace per proteggere la salute delle ossa.
Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle donne nel periodo della menopausa, soprattutto in presenza di familiarità per osteoporosi o fratture vertebrali, e a coloro che vanno incontro a menopausa precoce. Tuttavia, è importante ricordare che l’osteoporosi non riguarda esclusivamente il sesso femminile: anche gli uomini possono esserne colpiti.
Le conseguenze delle fratture osteoporotiche possono essere estremamente invalidanti e compromettere in modo permanente la qualità della vita. Per questo motivo, la prevenzione attraverso il movimento, l’esercizio terapeutico e il controllo dei fattori di rischio rappresenta oggi l’arma più efficace per contrastare una patologia tanto diffusa quanto spesso invisibile.
Vi aspettiamo per un primo appuntamento o alla prossima intervista!


