Fisioterapia Varese Percorso Scoliosi

PATOLOGIE VERTEBRALI DELL'ETA' EVOLUTIVA

con il Dott. Salvatore Atanasio

Specializzato in ortopedia e in particolare nelle patologie della colonna vertebrale in età evolutiva e adulta, il Dottor Salvatore Atanasio racconta la sua esperienza e il valore della diagnosi precoce, della sinergia tra specialisti e delle nuove prospettive terapeutiche nella cura della scoliosi e dei disturbi posturali.

Dalle origini della vocazione ortopedica alla specializzazione nella colonna vertebrale

La carriera del Dottor Salvatore Atanasio nasce quasi per caso, ma si sviluppa lungo un percorso di grande valore clinico.
“Da studente pensavo di occuparmi di medicina dello sport”, racconta, “ma l’incontro con il Dottor Paolo Sibilla, fondatore del Centro Scoliosi dell’Ospedale Gaetano Pini di Milano, mi ha indirizzato verso lo studio delle patologie vertebrali e, in particolare, verso il trattamento conservativo.”

Questa scelta ha segnato l’inizio di un percorso professionale dedicato a una branca complessa ma affascinante dell’ortopedia: la gestione non chirurgica delle patologie vertebrali dell’età evolutiva e dell’adulto.

Le patologie vertebrali più frequenti: scoliosi, ipercifosi, iperlordosi e spondilolistesi

Nella pratica clinica quotidiana, il Dottor Atanasio si occupa prevalentemente di scoliosi, ipercifosi, iperlordosi e spondilolistesi.
“La scoliosi è una deviazione della colonna sui tre piani dello spazio, una malformazione complessa e spesso idiopatica,” spiega. “L’ipercifosi e l’iperlordosi invece riguardano alterazioni sul piano sagittale, cioè del profilo della colonna.”

Un’altra condizione frequente è la spondilolistesi, uno scivolamento vertebrale che può manifestarsi già in età pediatrica e che rappresenta una delle cause più comuni di lombosciatalgia nei giovani.

Le ricerche confermano che la prevalenza di deformità vertebrali in età evolutiva si aggira intorno al 2–3% della popolazione, ma in alcuni contesti scolastici o sportivi può arrivare al 5–7% (fonte: Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia).

Scoliosi e ipercifosi nei giovani: il ruolo decisivo dell’ortopedico e della diagnosi precoce

“La scoliosi idiopatica rappresenta la grande maggioranza dei casi,” sottolinea il Dottor Atanasio. “Non conoscendone la causa, non possiamo fare prevenzione primaria: è perciò fondamentale la diagnosi precoce, quando la curvatura è ancora minima e può essere contenuta.”

Il peggioramento della scoliosi è legato alla crescita: durante lo sviluppo, le curve tendono a evolvere per motivi biomeccanici noti. Per questo motivo, pediatri, medici di base e medici dello sport hanno un ruolo cruciale nel rilevare i primi segni di deviazione e indirizzare tempestivamente allo specialista ortopedico.

Le ipercifosi e iperlordosi, invece, sono spesso espressione di disordini posturali e possono regredire con un adeguato trattamento chinesiterapico. Nei casi strutturati — come nel morbo di Scheuermann, una forma di osteocondrite delle cartilagini di accrescimento — è invece necessario un percorso terapeutico specifico e continuativo.

Terapie conservative: ginnastica, corsetto e, nei casi più gravi, chirurgia

Il trattamento delle deformità vertebrali segue un approccio a gradini, personalizzato sulla base della gravità e del potenziale evolutivo della patologia.
Quando la curva scoliotica supera una certa soglia (generalmente 20–25 gradi Cobb), può essere indicato l’uso di un corsetto ortopedico— sempre associato alla kinesiterapia.

Solo nei casi in cui la terapia conservativa risulta inefficace o la deformità è particolarmente severa, si considera la chirurgia vertebrale.
“L’obiettivo,” chiarisce il Dottor Atanasio, “è sempre quello di intervenire il meno possibile, mantenendo la massima efficacia terapeutica con i mezzi conservativi.”

Ortopedia e fisioterapia: un lavoro d’équipe per un approccio globale

All’interno del centro OLOS, il Dottor Atanasio lavora in stretta collaborazione con fisioterapisti e osteopati, in un modello di lavoro multidisciplinare.
“La sinergia tra medico e terapista è l’essenza del nostro approccio,” afferma. “Il successo del trattamento dipende molto dalla compliance del paziente, soprattutto se adolescente, per cui è fondamentale un percorso motivazionale e di supporto costante.”

Studi scientifici confermano che la terapia combinata — corsetto associato a esercizi specifici — è oggi considerata lo standard di riferimento internazionale per la scoliosi idiopatica (fonte: Scoliosis Research Society, ISICO).

 

Superare la paura del controllo ortopedico: prevenire è meglio che curare

Molti genitori e pazienti temono la visita ortopedica per la possibilità di una diagnosi che richieda un corsetto o, peggio, un intervento chirurgico. Ma secondo il Dottor Atanasio, il vero rischio è il ritardo diagnostico.
“Una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo permettono spesso di evitare la chirurgia. L’importante è non rimandare: una scoliosi in evoluzione cresce con il paziente.”

L’evoluzione dell’approccio medico: dalla diatriba alla conferma scientifica

Negli ultimi decenni, il dibattito tra fautori del trattamento chirurgico e sostenitori della terapia conservativa ha trovato una svolta importante nel 2013.
“Un grande studio multicentrico pubblicato sul New England Journal of Medicine,” ricorda Atanasio, “ha dimostrato l’efficacia del corsetto nel ridurre la progressione della scoliosi. I risultati furono così evidenti che il comitato etico decise di interrompere lo studio anticipatamente: non era più etico negare il trattamento ai pazienti del gruppo di controllo.”

Da allora, la ginnastica specifica e il trattamento ortesico hanno ottenuto piena legittimazione scientifica come approccio di prima scelta, riservando la chirurgia ai casi più gravi o non trattati.

Parallelamente, anche la diagnostica per immagini ha compiuto passi enormi: la tecnologia EOS permette oggi di ottenere radiografie a bassa dose di radiazioni in doppia proiezione, mentre i sistemi di topografia tridimensionale del tronco consentono di monitorare i cambiamenti posturali senza esposizione radiologica, riducendo i rischi per i giovani pazienti.

Consigli ai genitori: osservare, non allarmarsi, ma agire per tempo

“Non possiamo prevenire la scoliosi, ma possiamo intercettarla precocemente,” conclude il Dottor Atanasio.
Il fattore di rischio principale è la familiarità: nei figli o nipoti di persone scoliotiche la probabilità di sviluppare la patologia può arrivare fino al 25–30%.

I genitori dovrebbero osservare eventuali asimmetrie delle spalle, del bacino o delle scapole, oltre a posture scorrette prolungate — come quella del ‘text neck’, la postura tipica dell’uso prolungato del cellulare, associata a dolori cervicali e contratture muscolari.

Il messaggio finale del dottore è chiaro: “Una semplice visita di controllo può fare la differenza tra una scoliosi trattabile con esercizi e una che richiederà un intervento chirurgico. La diagnosi precoce è la miglior forma di cura.”

Conclusione

L’esperienza e la visione del Dottor Salvatore Atanasio mostrano come la cura delle patologie vertebrali richieda oggi un approccio scientifico ma anche umano, multidisciplinare e motivazionale.
Grazie ai progressi nella diagnosi, alla validazione scientifica dei trattamenti conservativi e alla collaborazione tra medici e fisioterapisti, è possibile curare e prevenire la progressione delle deformità spinali, garantendo ai giovani pazienti un futuro libero dal dolore e con una postura sana.

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