POST-PARTO e PAVIMENTO PELVICO
Intervista alla fisioterapista specializzata Marta CrosazzoLa Riabilitazione del Pavimento Pelvico Post-Parto
Nel delicato periodo del post-parto, molte donne si trovano ad affrontare disagi fisici di cui spesso si parla troppo poco. Uno dei temi più rilevanti ma ancora sottovalutati è la riabilitazione del pavimento pelvico, fondamentale per il benessere uro-ginecologico e muscoloscheletrico della donna. Abbiamo approfondito l’argomento con Marta Crosazzo, fisioterapista specializzata in questo ambito presso il nostro centro Olos.
Il percorso professionale della fisioterapista Marta Crosazzo
La Fisioterapista Marta Crosazzo si è laureata in Fisioterapia nel 2015 presso l’Università dell’Insubria di Varese. Dal 2016 ha iniziato a lavorare presso il nostro centro Olos, all’inizio prevalentemente in ambito ortopedico. A partire dal 2018 ha intrapreso un percorso di formazione focalizzato sulla riabilitazione del pavimento pelvico, integrando le sue competenze attraverso corsi specifici e aggiornamenti clinici.
Cos’è il pavimento pelvico e perché è così importante?
Il pavimento pelvico è una struttura complessa costituita da muscoli, legamenti e fasce connettive che chiudono inferiormente la cavità addomino-pelvica. Le sue funzioni principali includono:
- Sostegno agli organi pelvici: vescica, utero e intestino.
- Continenza urinaria e fecale, attraverso il controllo degli sfinteri.
- Funzione sessuale, grazie al contributo alla sensibilità e alla contrazione muscolare.
- Stabilità posturale, poiché partecipa al corretto equilibrio del tronco.
Essendo costantemente esposto alla pressione intra-addominale e alla forza di gravità, il pavimento pelvico può subire indebolimenti significativi, soprattutto in fasi di stress meccanico come la gravidanza e il parto.
Gravidanza e parto: quali cambiamenti avvengono?
Durante la gravidanza e il parto, il pavimento pelvico è sottoposto a forti sollecitazioni meccaniche e ormonali:
- Aumento della pressione addominale dovuta alla crescita dell’utero;
- Rilassamento legamentoso indotto dagli ormoni, che aumenta la lassità delle articolazioni;
- Allargamento del bacino per agevolare il parto;
- Distensione della parete addominale;
- Sovraccarico muscolare e articolare, spesso causa di lombalgie.
Tutti questi fattori possono indebolire le strutture perineali, predisponendo la donna a disfunzioni a breve o lungo termine.
Sintomi post-parto: riconoscere una disfunzione del pavimento pelvico
Non tutte le donne presentano sintomi, ma è importante riconoscere segnali precoci di disfunzione, tra cui:
- Incontinenza urinaria da sforzo, con perdite durante tosse, starnuto o sollevamento del neonato.
- Dolore pelvico cronico o dispareunia (dolore nei rapporti).
- Sensazione di peso o ingombro vaginale, spesso associata a prolasso di utero o vescica.
- Instabilità addomino-lombare, percepita come debolezza del core o difficoltà nei movimenti quotidiani.
Questi sintomi non vanno mai ignorati: trattarli precocemente migliora l’efficacia della riabilitazione.
Quando iniziare la riabilitazione del pavimento pelvico?
Il momento ideale per iniziare la riabilitazione varia da donna a donna. In linea teorica, in base al tipo di parto e alla sintomatologia:
- Dopo un parto naturale, si consiglia di attendere circa 6 settimane;
- Dopo un parto cesareo, i tempi si estendono a circa 8-10 settimane per permettere la guarigione tissutale
Tuttavia, in presenza di sintomi rilevanti, è possibile iniziare prima, con trattamenti mirati e sicuri. Allo stesso modo non è mai troppo tardi: anche a distanza di mesi o anni, e persino dopo la menopausa, è possibile ottenere risultati significativi.
La prima visita: valutazione globale e specifica
Durante la prima seduta, il fisioterapista:
- Raccoglie un’anamnesi dettagliata (storia clinica, stile di vita, gravidanza e parto, attività fisica e abitudini lavorative);
- Valuta la postura globale;
- Esegue la valutazione manuale del pavimento pelvico: attivazione, rilassamento, punti dolorosi, eventuali cicatrici o presenza di tensioni;
- Esamina le zone addominale e lombare per verificare la tonicità e l’eventuale presenza di diastasi o di compensi.
Questo permette di impostare un piano terapeutico personalizzato e tutto avviene nel rispetto della paziente in un ambiente professionale e riservato.
Terapie e tecniche impiegate nel trattamento
Il trattamento è personalizzato in base alla storia clinica, ai sintomi e alla disponibilità della paziente. Le tecniche disponibili includono:
- Biofeedback: dispositivo per aumentare la consapevolezza dell’attivazione muscolare;
- Esercizi terapeutici: rinforzo, rilassamento e stabilizzazione;
- Tecniche respiratorie;
- Terapia manuale: massaggio del perineo e trattamento di punti trigger;
- Stretching e rieducazione posturale;
- Elettrostimolazione (quando indicata);
- Educazione terapeutica: strategie quotidiane per proteggere il pavimento pelvico (es. postura, gestione del carico, abitudini urinarie)
Ogni trattamento è discusso e concordato, tenendo conto anche della dimensione emotiva e del grado di comfort della paziente.
Quali terapie vengono utilizzate nel percorso riabilitativo?
La riabilitazione è altamente personalizzata e può includere:
- Biofeedback: dispositivo per la consapevolezza muscolare;
- Esercizi terapeutici per il rinforzo o il rilassamento;
- Tecniche respiratorie;
- Terapia manuale (massaggio del perineo, disattivazione punti trigger);
- Stretching e rieducazione posturale;
- Elettrostimolazione (quando indicata);
- Educazione terapeutica per la gestione quotidiana.
Non tutte le pazienti sono disposte ad affrontare le stesse tecniche, perciò è fondamentale adattare ogni trattamento alle necessità e alla sensibilità della persona.
Biofeedback: come funziona e perché è utile
Il biofeedback è uno strumento fondamentale per insegnare alla donna come attivare e rilassare correttamente il pavimento pelvico. Consente di “visualizzare” il lavoro muscolare tramite una sonda vaginale o elettrodi esterni collegati a un monitor che mostra in tempo reale l’attività muscolare. La paziente osserva così come i suoi muscoli si contraggono e si rilassano, imparando a gestirli con maggiore precisione. È particolarmente utile in casi di:
- Scarsa percezione corporea;
- Difficoltà nell’attivazione o nel rilassamento muscolare;
- Riabilitazione post-parto e post-chirurgica.
Questo feedback visivo consente di lavorare in modo più consapevole e mirato, rappresentando un grande valore aggiunto alla terapia tradizionale.
Quanto dura un percorso riabilitativo?
La durata varia, ma almeno tre mesi sono generalmente necessari per ottenere miglioramenti stabili. Questo non significa frequentare il centro ogni settimana, ma dedicare tempo a casa per gli esercizi prescritti. I tempi dipendono da variabili come:
- Età;
- Tipo di parto;
- Gravità della disfunzione;
- Consapevolezza corporea;
- Impegno personale.
Cosa si può fare durante la gravidanza per prevenire problemi?
La prevenzione è possibile ed efficace. Durante la gravidanza si consiglia:
- Attività fisica dolce e regolare;
- Mantenere un peso corporeo sano;
- Correggere la postura;
- Intervenire precocemente in caso di dolore lombare o sintomi pelvici
Molte donne iniziano esercizi autonomamente, ma sarebbe opportuno effettuare una valutazione professionale per evitare errori: in alcuni casi, infatti, i muscoli del pavimento pelvico potrebbero essere ipertonici e in quel caso si consiglierebbe un lavoro di rilassamento e non di rinforzo.
Conseguenze del mancato trattamento
Ignorare i sintomi può comportare:
- Allungamento dei tempi di recupero
- Peggioramento progressivo della disfunzione
- Necessità futura di interventi più complessi
Una diagnosi precoce consente una gestione conservativa e meno invasiva, aumentando le probabilità di successo terapeutico.
Un caso clinico emblematico
La fisioterapista ricorda con soddisfazione il caso di una signora anziana, inizialmente seguita per un altro problema, ossia un infortunio alla spalla. Durante le sedute ha raccontato episodi di incontinenza sotto sforzo — come nel sollevare la spesa — e, pur essendo inizialmente scettica nell’intraprendere il percorso di riabilitazione del pavimento pelvico, con alcune sedute è riuscita a recuperare un buon controllo perineale, migliorando significativamente la sua qualità di vita. Un caso che dimostra che non è mai troppo tardi per iniziare un percorso riabilitativo!
Un messaggio alle donne che convivono in silenzio con questi disagi
“Non siete sole. Questi disturbi sono molto comuni e affrontabili con percorsi personalizzati. Affidarsi a un professionista significa migliorare la propria qualità di vita e vivere più serenamente un momento delicato ma prezioso come la maternità.”
? Per maggiori informazioni o per prenotare una valutazione, il nostro centro è a disposizione per un supporto professionale e personalizzato.


